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TU SEI L’AMORE CON IL QUALE TI AMO

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Le memorie dolorose e spiacevoli dello stato di abbandono, di solitudine, così tanto temute dall’uomo ordinario, si associano in modo improprio al più alto grado, costruttivo nella propria non azione, di abbandono e resa a ciò che è.
È solo il guardare, il vedere per comprendere questa legge, che ci dona il potere di Esseri liberi.
In assenza di resistenza e liberi dall’affannosa ricerca di “qualcosa” o “qualcuno” si aprono le porte all’impersonale esperienza della Gioia, della Pace e dell’Amore.

SPUNTI PER UN’INDAGINE CONOSCITIVA

Non dovremmo mai ingannare noi stessi, poiché nostri pensieri e le nostre intenzioni si riflettono insidiosamente sugli altri.
C’è in me un’idea di forzatura, di obbligo. Questa idea si nutre delle proiezioni ad essa affini e delle influenze esterne della vita ad essa collegate. L’osservazione di questi movimenti dona chiarezza e possibilità di discriminazione.
Quello in cui sono immerso oggi, ciò che chiamo “la mia esperienza”, è il massimo, l’ideale, su cui strutturare la mia indagine conoscitiva.

LA DOPPIA NATURA DELL’UOMO

L’essere uomo, in quanto tale, deve riconoscersi quale elemento doppio: umano e divino; tocca alla propria cosxienza stabilire se essere un tutt’uno col divino o con l’umano.
L’individuo è elemento di transizione, per cui è tutto e non è niente; la sua lotta, il suo travaglio, la sua stessa impotenza derivano dal non sapersi definire e, di conseguenza, dal non sapersi unificare e integrare. Ma questa doppiezza, per fortuna, non è assoluta perché l’elemento umano è solo una “sovrapposizione” alla Pura Cosxienza […].
Nessuno potrà mai distruggere la Divinità che è nell’ente umano, perché gli è intrinsecamente connaturata; il fattore psicologico umano è una semplice proiezione spazio-temporale, una seconda falsa natura che la forza creatrice della mente ha potuto rendere verosimilmente stabile. Attualmente l’umanità vive sotto l’impressione di questa falsa natura fino ad esserne totalmente suggestionata e vittima indifesa. La verità si è capovolta: è reale ciò che appare, è falso ciò che realmente è.

Se anche soltanto “pochi” sanno decisamente distaccarsi da tale cappa ipnotica e dall’altrettanto oppio degli alibi; se sanno avere l’ardire di essere contro l’opprimente fantasma della propria immagine idealizzata

ADATTAMENTO E LIBERTÀ

Le differenti teorie evoluzionistiche hanno definito l’adattamento come un aggiustamento funzionale di un organismo vivente che, per restare in vita, si conforma al suo ambiente circostante. Se necessario si possono in effetti sviluppare certi organi o certe funzioni per adattarsi alla costante mutabilità dell’ambiente esterno. Per sopravvivere l’animale – e l’uomo – hanno bisogno di uno specifico spazio vitale organizzato dalla propria specifica peculiarità e intelligenza che si adatta in larga parte ai cicli della vita e ad immutabili leggi universali. Quando questo spazio vitale è ristretto o degradato al di là di un certo limite di tolleranza, appaiono alcune reazioni o modificazioni atte ad armonizzare questo cambio di stato, al fine di preservare la vita della specie. È questo adattamento, in linea di massima meccanico nei reami subumani, che permette lo sviluppo di differenti specie con specifiche caratteristiche, allo stesso tempo sacrificando altre varietà destinate poi nel tempo a modificarsi fino ad estinguersi: questo processo è definito “selezione naturale”.

Detto altrimenti, l’adattamento è un puro processo di preservazione e sopravvivenza. Su questo mondo sono le specie più adatte che sopravvivono alle modificazioni evolutive, e questo resta valido anche per gli esseri umani. Il termine adattamento è quindi associato a quello di selezione naturale, che indica di fatto una legge naturale, un puro meccanismo evolutivo preposto sia alla preservazione che all’estinzione.

Riassumendo, l’adattamento è una trasformazione specifica necessaria a conformarsi alle nuove condizioni di vita dell’ambiente esterno, infatti per analogia adattarsi significa sottomettersi ad una precisa legge (sociale o di natura) operante all’esterno di sé. Questo è un naturale processo della vita che tutte le specie, cosxienti o meno, adottano per sopravvivere.

DESIDERIO INTERIORE: FARE PER ESSERE

Ogni cosa che pensiamo e facciamo, origina da un Desiderio interiore.

Un’Anima di Desiderio, quindi, sospinge ogni possibile creazione volgendola incessantemente verso un atto costante di perfezionamento. Un Amore potente, che arde ma non brucia mai, alimenta questo Desiderio Eterno di Creazione che anela ad unire questa separazione originaria tra moto e quiete, tra maschile e femminile, tra ogni possibile manifestazione di opposti.

LA “PERSONALITÀ MECCANICA”

Uno dei più grandi errori mentali che, dall’inizio e per molto tempo a seguire, accompagna coloro che scelgono di impegnarsi in un Lavoro di Risveglio volto allo sviluppo della propria Cosxienza, è relativo a ciò che si concettualizza e si etichetta come “io”, “ego”, “personalità”, e qualsivoglia sinonimo.
Tutti questi nomi, queste etichette, che spesso dimentichiamo essere null’altro che concetti e idee di cosa crediamo o di come dovremmo essere, fondamentalmente indicano e conducono alla medesima cosa: la struttura psicologica da trasformare, dalla quale ognuno di noi comincia il proprio viaggio personale.

IL SONNO DELLA COSXIENZA

Guardare da vicino le nostre impossibilità, i nostri limiti e accettare la menzogna che ci determina, è di fatto una presa di Cosxienza che trascende la meccanicità della non azione, del non essere e della non vita. La non vita è morte, è uno stato di morte non apparente, che non c’entra nulla con la morte biologica ma è tutto quello che, se identificati in superficie, per ignoranza crediamo “vita”.

Il vero ricercatore sa che l’identificazione nella macchina psicofisica determina il sonno della Cosxienza, è la non vita da trasformare, la morte silente della vera identità individuale in cui è identificato e da cui deve elevarsi ed evadere.

MANIFESTO PER LA NUOVA ERA

 

L’individuo è un potente arcano dell’Essere Universale; nel piano d’esperienza umana quale “consapevolezza incarnata” ne è l’accento, l’appoggio e il fulcro di tutte le Sue operazioni.
 Man mano che l’individuo cresce in cosxienza, visione e conoscenza, e in tutti i poteri e qualificazioni divini, diventa sempre più consapevole dell’universale in se stesso, senza per questo perdere la consapevolezza di sé nell’universalità e del proprio passato, che non è cominciato e non finisce con un singolo corpo-veicolo transitorio, ma si apre a imprevedibili realizzazioni e compimenti futuri.
 Se uno Scopo dell’Universo è diventare cosxiente di sé attraverso la nostra nascita per possedere il proprio essere e fruirne, ebbene questo avviene attraverso il perfezionarsi dell’individuo che, ampliando la propria cosxienza, si rende simile all’Universo stesso.

In questo eterno giuoco cosmico l’uomo è il campo, lo spazio d’esperienza in cui l’eterna lotta dei due corsi di energie procede incessantemente con un’alternanza di attrazione e repulsione, sconfitta e vittoria; oppure è la totalità integrata e creativa entro cui le due polarità, nell’ente individualizzato, alternando gli equilibri in tonale armonia, contribuiscono all’attività della totalità creativa del divino Piano dell’Universo.
 Nella prima delle due condizioni, l’uomo opera come un essere sottomesso e condizionato dalle leggi di natura, e la sua vita e la sua esperienza oscillano tra alto e basso, vero e falso, interno ed esterno, individuale e collettivo, vita e morte, rinascita e ancora una volta morte; il motivo predominante in questo spazio d’esperienza è “azione condizionata e istintiva”.
 Nel secondo caso l’uomo, individualizzato, è un essere condizionato dallo Spirito, operatore attivo dell’espressione del Destino, eppure profondamente radicato nello Spazio silenzioso dell’Opera.
 Egli, consapevole fulcro delle operazioni divine, esprime la propria umanità nel flusso allotropico degli opposti includendone, esperienza dopo esperienza, tutte le tendenze, qualità e poteri.
 La Presenza, totalità in ogni entità vivente, allora si rivela senza essere “limitata” dalle fisse leggi di natura e dalle forze-energie che agiscono attraverso essa; il motivo caratteristico in questo caso è “crescita cosxiente del Significato e del Sé immortale”.
Lo Spirito si realizza in un’essenziale dualità; la Natura ne risulta svelata e trascesa; il Verbo rivela; l’Iniziato ne è strumento, servitore e opera.

IL MODELLO ICASTICO

Di seguito un estratto dal Terzo Atto de La Sacra Realtà, UN TUFFO DAL PROFONDO – LA FONTE INESAURIBILE.

«Noi uomini viviamo tra due mondi o stati d’Essere: il mondo esteriore, rappresentato dalla vita quotidiana ordinaria, e il “misterioso” mondo interiore, fatto di pensieri, emozioni, sensazioni, istinti e attività soggettive classificate genericamente come “psichiche” e “spirituali”.
Per l’uomo entrambi questi mondi sono, seppur speculari, modelli reali e le energie-forze che vi operano sono trasmutabili e interscambiabili da un mondo all’altro, mutando solo nella densità vibrazionale di manifestazione. I modelli formati da tali scambi, o se si vuole compartecipazioni, sono quelli per mezzo dei quali viviamo, per cui alterandoli o sostituendoli possiamo alterare e trasformare noi stessi e viceversa. In estrema sintesi, siamo interdipendenti, e una nostra individuale modificazione, per legge, crea modifiche sui piani corrispondenti.
Se fosse stato possibile scoprire o formulare il Modello Perfetto e seguirlo fedelmente, allora saremmo la razza Perfetta. Ma guardando al nostro passato e presente è evidente che per ora, nonostante la buona volontà profusa, abbiamo fallito nello scopo, e non perché siano mancati i tentativi.
Ogni religione, filosofia, codice, civiltà e credo si è cimentato nell’impresa, ma sono state messe a punto così tante iniziative e utilizzati così tanti mezzi che si è creata una grande confusione fra i vari sistemi e qualsiasi scelta selettiva individuale è diventata più che altro una questione di istinto o inclinazione verso un determinato modello, che nel tempo si è rivelato disarmonico e perfino nefasto.

[…] Tuttavia, la realizzazione dell’unità non è più appannaggio di singoli individui, di macro-concetti religiosi e nemmeno di nuovi paradigmi politici e culturali: lo abbiamo già fatto e rifatto.
Piuttosto dovremmo pensarci attraverso un Principio unitario, un Modello icastico che comprende tutto il sapere e che includa tutte le possibilità e possa essere la causa di tutte le causalità.
Se guardiamo ai più importanti modelli-sistemi esistenti, notiamo che tutti hanno finito per produrre un modello di base, il quale, essendo riuscito a influenzare per secoli un gran numero di individui, si è rivelato in qualche misura efficace, tuttavia senza mai condurre all’Armonia.
A nostro parere, fintantoché si resta sul piano delle immutabili Leggi del Principio di Polarità, ogni modello adottato dall’uomo sarà inesorabilmente destinato ad esaurirsi; ad ogni massimo un minimo, ad ogni flusso innovativo seguirà un reflusso involutivo; ad ogni vita sopraggiunge inesorabile la corrispondente morte. Ma un Modello Perfetto sarebbe solo un vaneggiare in sterili ideali. Invece, è cosa assai ragionevole che l’uomo si orienti, attraverso l’impersonalità dell’anima Divina e con ampio spirito d’adattamento, a creare modelli adeguati ed integrati alle circostanze del momento. Questo per rendere possibilità un nuovo Rinascimento non solo di un popolo o di una razza, ma dell’intera specie.

Ogni modello-idea, seppur scaturito dalla più alta e suprema vetta Principiale, decaduto nel piano della generazione-forma si costringe alla ferrea legge di natura, producendo una mimesi ‘inferiore’.
Per far sì che un Modello riveli una mimesi icastica, e cioè non corruttibile poiché ispirato a Leggi universali spirituali dell’emisfero Superiore, abbiamo bisogno che parli un linguaggio a noi intelligibile. Dobbiamo innanzitutto assegnare alla sua struttura simbolica dei significati traducibili, e l’unico modo per farlo è per mezzo di un lavoro pratico e contemplativo su di esso. Ogni modello ispirato a tale scopo deve essere connesso a idee che conducano la cosxienza esploratrice da una dimensione di esperienza a un’altra, concretizzando Opere ispirate ad un Ordine spirituale e superiore.
Detti concetti devono essere reciprocamente accettati dalle Intelligenze presenti – gli individui che adottano tale modello – sui vari piani d’esistenza e su entrambi i lati del velo che divide il mondo interiore da quello esteriore.
Un Modello icastico, per analogia, opera in relazione alla cosxienza proprio come un computer, dove le informazioni vengono inserite, immagazzinate in banche dati e poi prelevate su richiesta. La differenza tra questo modello e un computer sta nel fatto che, mentre una macchina può lavorare solo con il suo programma integrato, un paradigma di questo tipo opera attraverso la “cosxienza intelligente” degli esseri viventi compartecipi, potenzialmente incarnata in questi soggetti oppure no. Esso agisce, attraverso facoltà mentali superiori quali l’Ispirazione, la Rivelazione e l’Intuizione, come una sorta di scambio universale consapevole attraverso l’intero flusso della cosxienza – dall’alto al basso, dal dentro al fuori e viceversa – che condivide il suo schema, e ciò ha una portata e una potenzialità incalcolabili.
Un paradigma cosxiente sostenuto da un’alta Aspirazione al Divino è molto di più di un semplice modello ‘pensante’ o religioso: è prima di tutto un Modello esistenziale sul quale tentare di organizzare le nostre vite, e dal quale far sbocciare la vita Divina sulla Terra. Per intraprendere questo processo è essenziale esplorare il Modello stesso e comprenderne le innumerevoli possibilità, ma non con la superficialità con cui è stato fatto finora, bensì investigando con attenzione, passo dopo passo, partendo dal nostro mondo ordinario, muovendoci sia dentro che fuori, in basso e in alto, esplorando così le vaste profondità dell’Anima e le inesplorate vette dell’Essere.
I Modelli Principiali non hanno forma, nonché siano Entità reali, cosxienti e autorisplendenti. Così appaiono al vedente le loro immagini, totali, non separate, senza limiti, vasti fulcri di possibilità che attendono che la cosxienza dell’uomo possa condurli a “formazione”. Un Modello icastico è dunque un seme che precipita dal Futuro, un’Archè frutto di un’intuizione che si riveste di sostanza per precipitare nella forma».

Fonte: Hermes, La Sacra Realtà, Atto III: Un Tuffo dal Profondo – La Fonte Inesauribile, Sei Altrove Edizioni, 2020 (pag. 137-142)

 

 

 

 

LA LOTTA PER ESSERE

Dove sono quando non sono Presente? Devo riconoscere la mia completa sottomissione alle suggestioni, la schiavitù della mia volontà alle credenze, alle paure. Devo essere sincero, e vedere che quando non sono Presente mi piace obbedire,

IL LUPO E L’AGNELLO

In un percorso di Autoconoscenza, spesso se non di norma si finisce per proiettare all’esterno le proprie condizioni di autolimitazione, e non solo… persino in chi incarna il Percorso stesso. Questa è una testimonianza di ciò, una delle molte a cui si potrebbe dar voce, tratta da una corrispondenza scritta tra Hermes ed un allievo del centro.

Hai ragione quando dici che sono il tuo (e non solo) peggior aguzzino e aggiungerei anche despota carnefice, come a cicli sono il tuo salvatore, la guida e il tuo mentore e allo stesso modo potenzialmente potrei essere la vittima e il capro espiatorio dei mali del mondo e dei tuoi mali. È quanto scelgo di essere.

LA NOSTRA ENERGIA

… Arriviamo alla conclusione che dobbiamo ricordarci di noi. Ma non possiamo farlo se non abbiamo in noi l’energia indispensabile al ricordo di sé. Non possiamo studiare, comprendere o sentire qualcosa se non abbiamo l’energia richiesta per questa comprensione, questo sentimento o questo studio. Cosa deve fare dunque un uomo quando incomincia a rendersi conto che non ha abbastanza energia per raggiungere lo scopo che si è fissato?

È DIFFICILE CAMBIARE?

È difficile cambiare?

Esistono movimenti profondi (istinti di preservazione ignoti al sapere dell’uomo ordinario) che in modo sottile si oppongono al cambiamento e che hanno a che fare con il funzionamento meccanico della nostra mente, delle nostre emozioni e del nostro corpo.
Attraverso il principio di Polarità questi movimenti si alternano tra due estremi, oscillando tra tensione e rilassamento, negativo e positivo, sì e no, conflitto e pace, elettrico e magnetico, bene e male, e trovano un preciso ordine in ogni possibile processo evolutivo della vita e dunque individuabili anche nella nostra natura mentale, psichica e fisica quali piacere-dispiacere e sicurezza-insicurezza.

ALTROVE: BAMBINI E… VACCINI

       Altrove, un processo unico nel suo insieme, è un laboratorio che anela a sviluppare rimedi e vaccini atti a destrutturare e sanare tutti quei costrutti naturalmente ereditati che determinano ogni singolo schema autolimitante che ci costringe, inconsciamente, a rimanere imbrigliati nella Paura della sofferenza, della malattia, della pochezza, dell’insicurezza e della morte. Questi processi, meglio espressi in psicogenealogia, sono parte integrante dei nostri funzionamenti che si agglomerano in un insieme affollato e variopinto di aggregati psichici, ciò che definiamo “io” o “me stesso”

LA POLARITÀ

Brano tratto dallo scritto Il principio di polarità: l’immagine di sé – gennaio 2018

L’uomo dice “ io ” e con questo termine intende un’infinità di diverse identificazioni: ” Io sono un essere di sesso maschile, io sono nato a Napoli, io sono italiano, io sono un padre di famiglia, io sono un bravo figlio, io sono un operaio, io sono un militante. Sono attivo, dinamico, tollerante, bravo, amante degli animali, amante della pace, bevo il caffè, amo la cucina, amo i viaggi, ecc… “. Queste identificazioni, influenzate dall’ambiente, sono state a un certo momento della vita precedute da scelte: una possibilità è stata preferita ad un’altra, un polo è stato integrato nell’identificazione mentre l’altro è stato escluso concretizzandosi in un difetto.
Così l’identificazione: “ Io sono attivo e bravo ” è un pregio ma esclude automaticamente: ” Io sono passivo e pigro ” a cui per esclusione  automaticamente viene ad associarsi un’imperfezione: è un difetto.
Da un’identificazione deriva per lo più molto rapidamente anche una valutazione che determina nella psiche cosa è perfetto e cosa è imperfetto, cosa è degno di lode e cosa non lo è: ” Bisogna essere sempre attivi e bravi; non è bene essere passivi e pigri “. Indipendentemente dal fatto che una simile valutazione possa essere sostenuta da argomentazioni e teorie, si tratta in ogni caso di un punto di vista soggettivamente convincente che influenza totalmente ogni forma di esperienza.

I SETTE RIFLESSI

Procedere senza voltarsi indietro: strumenti pratici.

Viviamo e sperimentiamo il mondo sottosopra, siamo immersi in una caverna (la mente pensante) dalla quale scorgiamo solo le ombre delle cose. Proiettiamo all’esterno queste ombre scambiandole per sfavillanti luci, le definiamo “io” e il “mondo”, senza mai dubitare che queste sono solo il riflesso delle nostre convinzioni, delle nostre credenze e strutture personali; in verità, pallidi riflessi della Sacra Realtà che siamo.

La Legge del Sette determina sette principali specchi riflessi che si possono utilizzare nelle relazioni umane e sono antichi strumenti che ci aiutano a riconoscere le nostre proiezioni, le nostre emozioni negative e laddove serva, a trasformarle in concrete possibilità di rettifica evolutiva.

1) Riflesso del momento – Ciò che noi inviamo alle persone che ci stanno accanto. È l’aspetto di noi stessi, positivo o negativo, riflesso negli altri nel momento presente.

2) Riflesso di ciò che viene giudicato – E’ ciò che noi giudichiamo nel presente. Se poniamo molta carica emotiva su delle qualità o negatività e le giudichiamo negli altri, la vita ci pone in condizione di vivere delle esperienze, delle relazioni che ci rimanderanno indietro questi modelli. Una volta che il modello viene riconosciuto ed integrato esso sparirà in tutti gli aspetti della nostra vita perché questa è di natura analogica e olografica.

EVOLUZIONE DELLA COSXIENZA E PRIGIONIA EMOTIVA

Il nostro stato psicologico naturale, nello stato di “sonno”, è il prodotto della frammentazione in differenti strutture psicologiche dell’unità originaria che siamo in Realtà. Queste strutture di aggregati, come abbiamo già visto, per auto-conservazione si “pensano” molto astutamente con il pronome io. 
Tali strutture psicologiche, come tutte le forme dotate di un’avanzata o di una rudimentale Cosxienza, tendono a voler sopravvivere il più a lungo possibile; negli esseri umani, un mezzo che si subisce sistemicamente e che si rivela efficacissimo a tale scopo è il condizionamento meccanico cellulare, che si esprime con la chimica e che viene innescato dalle impressioni ed elaborato dagli stessi pensieri. Le strutture psicofisiche e metafisiche che in noi diventano “io” sono un agglomerato di tutte e tre le macro polarizzazioni di cui è costituita la nostra Natura Terrestre: la mente con i pensieri, il corpo fisico con l’istinto ma soprattutto il vitale con i sentimenti e le emozioni.
Sono proprio le emozioni, tramite i DESIDERI ed il piacere, il perno su cui si gioca l’intera sfida: sono proprio le emozioni l’elemento che permette il perdurare indefinito di queste strutture all’interno di noi.
Quando un “io” prende il controllo della nostra totalità, avvengono in cascata una serie di “magie”.

UN NUOVO AMBIENTE MENTALE

“Come per il campo che deve essere arato e preparato alla nuova semina, si necessita di una nuova sostanza emotiva che irrori e sviluppi un nuovo ambiente mentale, dove non seminare più bioschiavi ma far sbocciare nuovi umani, deità del divenire, figli della nuova era. L’Uomo N-uovo è già in nuce in tutti noi ed è forse giunta l’ora della semina.

Le emozioni negative più comuni sono: rabbia, desiderio di vendetta, odio, invidia, ogni forma di gelosia, senso di colpa, depressione, frustrazione, lamentela, critica, nostalgia, malinconia, paura, ansia, dispiacere, senso di inadeguatezza, senso del possesso, senso di attaccamento alle cose e alle persone, tutti i generi di fastidio e irritazione: verso chi non la pensa in modo giusto, verso chi non si comporta in modo giusto, verso chi non ti riconosce, verso chi non ti accetta e così via.
Il Lavoro che si sviluppa sulle emozioni negative inizialmente è un lavoro mentale è qui si necessita di sviluppare un nuovo movimento che dia fiato a questo inizio.
Infatti, si ricade nella ripetizione di emozioni negative perché le giustifichiamo mentalmente e quindi, per fare un buon lavoro è utile rivedere il nostro vecchio modo di razionalizzare e ragionare.
Di norma si pensa che in certe occasioni sia giusto infastidirsi o arrabbiarsi, oppure provare ansia o essere depressi. La giustificazione (lo spiegazzo) di tali emozioni è radicata nel nostro inconscio, è iscritta nel DNA, per cui questi movimenti emotivi possono esprimersi meccanicamente senza dover affrontare alcun freno cosxiente da parte dell’ignaro individuo che, di fatto, le subisce.

ARCHÈRGON: ORIGINI DELLA COSXIENZA

[…]

Cos’è un apparato psicofisico

Guardiamo cosa è realmente il veicolo che chiamiamo corpo e a cosa serve.
In questo “mondo” quando nasciamo noi siamo un Arkèrgon, un Opera Originaria poiché siamo essere unici ed essenziali.

Per esprimerci come Essenze veniamo dotati di un apparato psicofisico estremamente sofisticato, Divino, delle cui capacità però non sappiamo nulla o quasi, in quanto nulla ci viene insegnato al proposito.
La FORMA che assume questo apparato, un vestito per così dire, è un diretto riflesso, l’OMBRA, di ciò che siamo dentro.
La maestria e l’utilizzo più appropriato di tale Divina e prodigiosa macchina biologica consiste nel farla divenire uno strumento Magico a tutti gli effetti, cioè un apparato, uno strumento, una bacchetta Magico-organica, attraverso cui modificare la Realtà e il Sogno a nostro piacimento.
Modifico dentro e di riflesso strutturo la realtà esterna.
Perché la macchina possa funzionare in questo modo dobbiamo Risvegliarla, portarla alla Vita Reale, in modo da non subire più la sua volontà meccanica (sopravvivenza, paura della morte e istinto di procreazione) ma essere capaci di stabilire un contatto Cosxiente con essa. Il Risveglio di questo apparato psicofisico (la trasmutazione del Piombo in Oro) è un processo di trasmutazione proposto e conosciuto dalla Tradizione alkemica.

REBYS: MASCHILE E FEMMINILE – PARTE II

Anima Gemella
Il Viaggio Di Ritorno

Alla luce del Lavoro sin qui esposto, possiamo in totale tranquillità affermare che il Principio maschile e il Principio femminile sono due aspetti di un’unica entità Essenziale e Divina, riflessi e speculari; proprio come lo sono due gemelli.
In Natura tutto è il riflesso di qualcosa che portiamo anche dentro di noi. Per cui si può dire che: se in me esistono un maschile e un femminile, ha senso parlare dell’anima gemella, che nelle profondità delle nostre esperienze sessuali e amorose da sempre ricerchiamo nell’altro? O forse è più appropriato affermare che l’Anima è anche la mia GEMELLA?
Se non è l’esterno a dovermi completare, poiché dentro di me c’è il maschile ed il femminile, Padre e Madre, allora forse già contengo in potenza l’annessa capacità ricongiuntiva? L’Anima, che da sempre dimora e soggiace in me, attende, come la principessa delle favole rinchiusa in una psicoprigione; indago e scopro dove è rinchuisa così posso Liberarla…

Io (ciò che credo di essere) dovrò affrontare la Morte, dovrò far morire l’illusione di essere piccino e diviso, per accedere al maniero incantato che io stesso, immemore e vittima di un arteficio evolutivo della Cosxienza, ho costruito.
Un Giuoco che, comprese le regole, si rivela molto ma mooolto interessante, direi ILLUMINANTE, ma ad una condizione: finché non avrò accesso al mio Re-g-ale titolo di principe, grazie a un Atto d’Amore reale e autentico, annullando me stesso, le mie credenze, i miei punti di vista, insomma trasformando la mia pochezza in ampiezza e la mia restrittezza in vastità, Anima non potrà esprimersi e concedersi alla vera Vita, al Suo Sposo, allo Spirito Immanente che soggiace nel Cuore di tutte le cose, di ogni uomo e donna.
Unione degli opposti, riconciliazione, comunione, questo è il FINE del Giuoco Divino.

ALKIMIA E SCIENZA INIZIATICA: L’IMMOBILITÀ

La discesa nel Corpo: la Cosxienza Fisica

Nel mondo si viene per capire che cos’è la Vita. E solo quando abbiamo trovato la ragione d’Essere della Vita, scopriamo che il Corpo fisico materiale è il forziere, il guardiano, l’oracolo arcaico della Verità. Ma per questo bisogna mettersi a nudo, bisogna togliere tutti i vestiti, le maschere, le etichette, ogni scoria, ogni struttura. Spogliarsi dunque è l’azione richiesta.
Chi si immagina che la spogliazione porti dritto all’Anima e al Divino non ha ancora capito nulla. Spogliarsi significa mettere in mostra ciò che realmente siamo: i veleni che siamo, le fiere feroci, gli stronzi malefici, i cattivi bastardi, gli avidi insulsi, le bestie fetenti, i caproni cornuti, i falsi ignavi, gli ignoranti muli, gli asini sordi, i lupi famelici, le meduse acide e corrosive.
Per spogliarci dobbiamo accettare il veleno che portiamo, e vedere, anche se puzzolente e nero, il fango in cui siamo invischiati. Ecco, è qui che ci arrestiamo. Non c’è accettazione totale, non c’è sincerità, non vi è abbandono, si ha paura di scoprire che tutto quanto contestiamo all’altro e al mondo siamo noi, nient’altro che noi. Si ha paura di perdere il controllo e la libertà che mai abbiamo davvero avuto: che illusione.

Persone invisibili e assolute illusioni

È importante, è vitale comprendere che tutta questa nefandezza non è nostra e non la portiamo noi in essenza, ma di certo ne è pregna la nostra Sostanza di superficie. E siccome fino a prova contraria questa Sostanza è intrisa e coperta d’IGNORANZA, di cattiveria e di falsità, in piena libertà scelgo di rischiararla, di illuminarla. Ognuno di noi se arriva a questo bivio, a questa consapevolezza, deve fare da sé e per se stesso. È un nostro compito, è il Lavoro stesso che ci chiede di aprirci affinché la Conoscenza, la Luce e l’Amore riversino e irrorino la nostra Sostanza materiale.
Quanta poca Gioia oggi c’è nel mondo! Questo è dovuto alla nostra chiusura, non di certo perché non ce ne sia.

TRASFORMAZIONE E RISVEGLIO

Brano letto nel corso della rubrica “Gli Altronauti”, all’interno della trasmissione “Il Coraggio delle Idee” su Radio Gamma 5 il 28 Aprile 2017.


Se accedo alla mia trasformazione e al mio Risveglio creo le condizioni per un mondo migliore.

Tuttavia per Essere strumenti di cambiamento dobbiamo immergerci nelle cause e non più negli effetti e le cause sono molteplici e sono strettamente correlate al nostro Lavoro Interiore. È questo nostro Lavoro che le sta portando in superficie, le sta rendendo consapevoli, visibili, manifeste. Esse non sorgono dal nulla. Sono dentro di noi, siamo nati così, ed ora risaltano ed emergono come conseguenza del Lavoro svolto. Esse divengono nel procedere sulle Orme della Vita causa ed effetto della nostra azione di portare Luce nelle ombre meccaniche dei nostri affollati spazi interiori.

Siamo dunque pronti in questo inizio di Intensivo per conoscere tutte quelle tensioni, torsioni emotive, che limitano una concreta azione. Nell’attimo in cui inizia questa fattiva trasmutazione, insieme se uniti siamo chiamati ad immergerci nell’invisibile e abbandonare la superficie e la forma.

Guardiamo dunque come possono risultare utili tutti i nostri difetti e le nostre pene.
Bene, mettete maschera e pinne intanto: ci immergiamo.

Al livello più superficiale, le tensioni emozionali di basso profilo energetico che sentite dentro di voi sono una esatta misura della distanza, del velo, che esiste ad ogni istante tra la personalità automatica e l’Essere Interiore Reale, cioè la vostra Anima. Più siete distanti da ciò che siete davvero, e quindi dalla vostra missione da compiere su questa Terra, più questa tensione vi mostra, spesso in modo sofferente ma cristallino, l’unico modo che risulta essere in grado di scuotere il vostro apatico torpore da risultare, anche se si fa finta di non vedere e sentire, non arginabile. Questa tensione emozionale come un’ombra accompagna ogni essere umano che non ha intrapreso un reale e responsabile percorso di comprensione di se stesso, perché di fatto rappresenta l’immagine stessa, l’ombra, della sua divisione interiore.

IL LAVORO – FIGLIO E MAESTRO DELLA ROSA – PARTE 4

Brano letto durante la rubrica radiofonica Gli Altronauti, all’interno della trasmissione Il Coraggio delle Idee su Radio Gamma 5, venerdì 21 aprile 2017

… Continua dalla terza parte

Perché un Gruppo di Lavoro fa la differenza

Perché lavoriamo insieme. Sentiamo che se non partecipiamo a certe condizioni saremo presi dalle abitudini e dalle circostanze meccaniche della Vita, e in esse perderemo poiché veniamo assorbiti dai mondi di superficie. Forse qui, insieme, sarà possibile sperimentare condizioni in cui potrà apparire in noi e attorno a noi un’energia Superiore che ci preservi e disciplini.

Insieme, allora ci assumeremo la Responsabilità di Servirla e far si che questo seme sbocci e generi nel mondo.
Dobbiamo comprendere la necessità di lavorare con gli altri, e che gli altri sono necessari per noi quanto L’Insegnamento stesso che tramite la Madre Divina viene proposto.

Nei momenti difficili si pensa che sarebbe più facile lavorare da soli, non con tutte queste persone intorno, non in queste condizioni. Questo pensiero dimostra una totale mancanza di comprensione della nostra Via, e afferma ancora la necessità di liberarci dell’ostinazione, che non ha niente a che fare con la vera volontà di andare oltre i limiti e le difficoltà, pensieri, soliti pensieri erranti. Necessitiamo di uscire dalL’angusto cerchio di pensieri e sentimenti in cui siamo attualmente rinchiusi. Utile fuggire dai vecchi schemi, dai mille COMPROMESSI, per avere la possibilità di avvicinarci a un altro mondo e di esistere in modo differente. A questo scopo, sono necessari degli sforzi che maturano, nel lasciare andare il vecchio, nel morire Cosxientemente e sviluppare nuovi compromessi.
Ci raggruppiamo perché ognuno di noi sente la necessità di diventare innanzitutto consapevole di sé.
Finché sono quel che sono (cioè penso come penso e sento come sento) non conoscerò niente di Vero, niente di Reale. Devo diventare consapevole del mio modo di pensare e sentire, che condiziona tutte le mie azioni. DEVO CONOSCERMI. DEVO COMPRENDERE COME FUNZIONO.
Questo è lo sforzo che da alcuni anni mi prodigo 25 ore al giorno a FARE: educarmi a CONOSCERMI.

IL LAVORO – FIGLIO E MAESTRO DELLA ROSA – PARTE 3

Brano letto durante la rubrica radiofonica Gli Altronauti, all’interno della trasmissione Il Coraggio delle Idee su Radio Gamma 5, venerdì 14 aprile 2017

… Continua dalla seconda parte

Diciamo di essere nel Lavoro
Non dare più nulla per scontato

Diciamo di essere nel Lavoro. Cosa significa? Il Lavoro è un’Energia Essenziale e particolare, sostenuta da una forma di energia che può essere toccata ed utilizzata totalmente solo da una persona integra, un Individuo. Questa corrente all’inizio consiste in un nuovo approccio di pensiero, segue poi un nuovo moto di sentimento coeso ad una rinnovata azione. In sintesi il Lavoro induce una sorta di inibizione della reazione meccanica con cui normalmente ci relazioniamo con la vita, producendo un’azione di Qualità consapevole e disciplinata: una nuova padronanza. L’energia sviluppata passa dallo sperpero abitudinario ad essere veicolata in esperienze autentiche che con la pratica divengono spontanee e creanti.


Lavoro e Gruppo

Il singolo individuo, se già INTEGRATO INTERIORMENTE, può di certo sviluppare un mirabile Lavoro di manifestazione e creazione che incide sulla propria Realtà individuale, ma che energeticamente, all’inizio, risulta essere limitato alle Realtà collettive. Dare uno slancio attivo che operi anche sull’aspetto “macro” collettivo richiede un Lavoro comune, una cooperazione di gruppo per generare qualcosa di più ampio: come una catena di Esseri che cercano di essere più Cosxienti i cui sforzi si assistono gli uni con gli altri. Ecco cosa è oggi il Centro “Sei Altrove”.
Ogni individuo che si unisce alla catena deve trovare il proprio posto, un RUOLO, un luogo dentro di SÈ stabilito in base all’utilità del momento. Poi, a seconda della sua Sostanza, del suo atteggiamento e delle sue azioni, o l’individuo mantiene e vivifica la catena nel punto in cui funge da anello, eppure scompare e non vi partecipa più.

IL LAVORO – FIGLIO E MAESTRO DELLA ROSA – PARTE 2

Brano letto durante la rubrica radiofonica Gli Altronauti, all’interno della trasmissione Il Coraggio delle Idee su Radio Gamma 5, venerdì 7 aprile 2017

… Continua dalla prima parte

Una Vera Conoscenza che fa la differenza, non più basata sulla dualità dei fenomeni e dei movimenti ma che racchiude in LEGGI UNIVERSALI perfette un unico movimento che include e contiene sempre i doppi processi, sia questi di natura mentale, fatti di pensieri e concetti, sia di natura vitale fatti di emozioni e sentimenti, sia di natura fisica fatti di istinti e pulsioni.
Si necessita di approcciarsi alla vita con un rinnovato strumento.
Un pensiero Retto e Amorevole è un pensiero sferico, circolare, che si SERVE e utilizza come strumento una mente Superiore, Intuitiva, Ispirata e Rivelatrice che nell’Autodiscernimento tende sempre all’insieme, all’unità, all’Unione, all’Amore.
Una nuova Cosxienza che contempla e contiene questo inarrestabile processo EVOLUTIVO è già qui, un retto pensiero e un PURO sentimento sono già qui, una Pace e un’immobilità imperitura sono già qui, un’Aspirazione costante è già qui, ma dove qui?
Proprio dentro di TE.
La tua evoluzione è già in te, è REMOTA, ed è solo la tua costante ignorante arroganza che vela e limita ciò che da sempre già SEI.

IL LAVORO – FIGLIO E MAESTRO DELLA ROSA – PARTE I

Questo brano è stato letto e commentato durante la rubrica radiofonica Gli Altronauti, all’interno della trasmissione Il Coraggio delle Idee su Radio Gamma 5, venerdì 31 marzo 2017.

Questo è un Lavoro di sintesi.
Fare una sintesi equivale a concretizzare gli eventi e le dinamiche che più hanno contraddistinto e informato i movimenti sperimentati in questo scorcio temporale della tua Vita.
In sincerità prova a Ricordare quanto finora hai conosciuto di te poiché oggi tu sei la sintesi di questo Ricordo.
Questa è Educazione Integrale.

Introduzione all’Educazione Integrale

Lo Scopo di ogni uomo è di perfezionarsi e progredire: Evolvere. L’uomo comune non ha Scopo, vive la propria vita vittima degli eventi, sonnecchia e sogna fluendo nella ripetizione sistemica identificato nel ruolo che recita, non ha nessuna altra attenzione che non sia rivolta al piacere-felicità o al dispiacere-sofferenza. Un funzionamento meccanico dualizzato accettato come unica realtà possibile, che informa e staticizza in serie masse incoscienti di animali pensanti che potremmo racchiudere in un unico modello.
Intinto nella menzogna questo modello di essere umano consuma la sua non vita oscillando tra idealizzazioni di successi e possibili fallimenti, misti di aspettativa e ansie da prestazione, intrisi nell’irriducibile senso di colpa, oscillando tra rimpianti e rancori passati o sogni e idealizzazioni future.

FLORILEGIO ERMETICO – LA SCELTA È NELLE TUE MANI 3/3

Il Florilegio Ermetico è una nuova Rubrica dell’Angolo di Hermes, che trova la propria Ragion d’Essere nella necessità di condividere momenti di ispirazione, profonda introspezione e saggezza ricavati dalle opere pubblicate a partire dalle trascrizioni delle lezioni, degli incontri e dei carteggi che Hermes,  la Guida del Centro Altrove, sviluppa con gli allievi tutti.
Una buna ed ispirata lettura a tutti voi dunque,
e Grazie

Continua…

PARTE 3

Per essere pronti a una Responsabilità collettiva e sociale, dovremo essere spietata-mente onesti con noi stessi, per assumerci la Responsabilità di rischiare senza paura i nostri pseudo agi e comodità pur di non cooperare con l’ingiustizia e lo sfruttamento perpetrato sistematicamente verso i nostri simili e principalmente verso il pianeta.
La maggior parte degli individui oggi, in questo caos di frammentazione sistemica, non sa qual è il senso della propria Vita e quali sono le azioni più importanti da com-piere.
Si seguono le mode e tendenze, si muta centro d’interesse secondo i dettami e gli schemi imposti dalla famiglia, dalla società, lasciandosi guidare dalle immagini create dalla mente, dai media o da personali ambizioni e superficiali desideri di essere meritevoli, utili e servizievoli.
Poiché si è abituati a vivere in superficie e a temere le profondità, i pensieri e le azioni che si dedicano all’insieme, alla famiglia, al gruppo, all’organismo, all’umanità, sono poco profondi, simili a fragili contenitori che si incrinano e si spezzano facilmente.
Alla fin fine, la maggior parte degli uomini comuni si preoccupa oggi, per abitudine, soltanto della propria meschina esistenza, della collezione di piaceri sensuali, dei ful-gidi processi volti alla sicurezza e al successo, della salvezza personale e dell’ansia per la malattia e la morte, piuttosto che dell’infelicità creata dalla propria ignoranza, dall’indifferenza e dall’insensibilità generali che ne derivano.

FLORILEGIO ERMETICO – LA SCELTA È NELLE TUE MANI 2/3

Il Florilegio Ermetico è una nuova Rubrica dell’Angolo di Hermes, che trova la propria Ragion d’Essere nella necessità di condividere momenti di ispirazione, profonda introspezione e saggezza ricavati dalle opere pubblicate a partire dalle trascrizioni delle lezioni, degli incontri e dei carteggi che Hermes,  la Guida del Centro Altrove, sviluppa con gli allievi tutti.
Una buna ed ispirata lettura a tutti voi dunque,
e Grazie


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PARTE 2

Abbiamo per abitudine scambiato la Libertà per l’autonomia e l’indipendenza, e la manipolazione dei sentimenti e delle emozioni per Amore.

In questo stato di ipnosi di massa non compiamo (e ancor meno prendiamo in considerazione) azioni che minaccino la nostra pseudo sicurezza o alterino la nostra abitudine a vivere “tirando avanti” salvaguardando i piccoli “orticelli” (famiglia, casa, lavoro, ferie, conto in banca) che ci permettono al massimo di sopravvivere, sperando che qualcosa prima o poi cambi.

Se continuiamo a far finta che tutto ciò sia normale, perseverando a vivere con noncuranza e indifferenza, badando solo all’utile privato e alla mera soddisfazione personale che mai è e mai sarà paga, in realtà in questo tempo di rinnovamento, stiamo scegliendo il suicidio non solo nostro ma dell’umanità.

FLORILEGIO ERMETICO – VITA E COMPRENSIONE

 

Il Florilegio Ermetico è una nuova Rubrica dell’Angolo di Hermes, che trova la propria Ragion d’Essere nella necessità di condividere momenti di ispirazione, profonda introspezione e saggezza ricavati dalle opere pubblicate a partire dalle trascrizioni delle lezioni, degli incontri e dei carteggi che Hermes,  la Guida del Centro Altrove, sviluppa con gli allievi tutti.
Una buna ed ispirata lettura a tutti voi dunque,
e Grazie

Le cose sorgono da sole, portate dalla corrente della Vita, poichè la vita ci precede e ci succede. Non c’è un prima nè un dopo, solo la Vita stessa.
La Comprensione arriva soo quando lo Spirito è quieto”

Hermes

FLORILEGIO ERMETICO – LA SCELTA È NELLE TUE MANI 1/2

Il Florilegio Ermetico è una nuova Rubrica dell’Angolo di Hermes, che trova la propria Ragion d’Essere nella necessità di condividere momenti di ispirazione, profonda introspezione e saggezza ricavati dalle opere pubblicate a partire dalle trascrizioni delle lezioni, degli incontri e dei carteggi che Hermes,  la Guida del Centro Altrove, sviluppa con gli allievi tutti.
Una buna ed ispirata lettura a tutti voi dunque,
e Grazie

PARTE 1
Oggi il mondo ci costringe ad accettare, almeno intellettualmente, la connessione che c’è tra noi e il fatto che siamo interconnessi e dipendiamo gli uni dagli altri. È proprio partendo da questa Verità, che sempre più individui stanno comprendendo quanto è urgente fermare la follia che ci circonda e che inconsapevolmente, fintanto che versiamo nell’ignoranza, contribuiamo a creare ed alimentare. Ciò nonostante, l’attuale risposta da parte di chi ha compreso questa Realtà è ancora superficiale, inadeguata alla complessità della sfida che questa presa di Cosxienza pone bene in evidenza. Molte generazioni di umani, nei millenni, per esigenze evolutive e spesso pratiche, hanno sviluppato, staticizzato e poi totalmente mentalizzato il modo attuale di essere, perdendo di vista la vera natura delle cose. La ripetizione sistemica dei modelli di comportamento, dei dogmi, dei concetti e delle idee preconfezionate ispirate all’etica e alla morale e il conseguente modo di porsi con gli altri e con il mondo hanno privilegiato l’illusione in cui versiamo. Questo processo può sembrare che abbia perso di vista l’evoluzione stessa, ma se visto sotto una Luce più ampia è servito proprio a mostrarci che questa strada è arrivata in un vicolo cieco.

Nel Reale il tempo è irrilevante per come si concepisce normalmente, in questi processi evolutivi il tempo cronologico e psicologico è solo uno degli infiniti moti possibili: credere che esista solo questo “tempo” è mera follia: un’illusione.

Il pensiero fu un aiuto e oggi si rivela l’ostacolo da superare.

Il pensiero partorisce concetti (le religioni come gli stati sono macroconcetti ad esempio) che accettati e ripetuti nei secoli decretano e stabilizzano una serie di regole e di leggi che si rivelano col tempo, grazie all’aspetto evolutivo e all’impermanenza, esauriti, obsoleti e anacronistici.

FLORILEGIO ERMETICO-L’AZIONE CREATIVA

Il Florilegio Ermetico è una nuova Rubrica dell’Angolo di Hermes, che trova la propria Ragion d’Essere nella necessità di condividere momenti di ispirazione, profonda introspezione e saggezza ricavati dalle opere pubblicate a partire dalle trascrizioni delle lezioni, degli incontri e dei carteggi che Hermes,  la Guida del Centro Altrove, sviluppa con gli allievi tutti.
Una buna ed ispirata lettura a tutti voi dunque,
e Grazie

 

“Questo è l’anno della trasformazione. Se vai al di là dell’aspetto, della forma delle cose, c’è l’azione che consente di cambiarle. Sii presente in ciò che fai, in ciò che vuoi, in ciò che dici, in ogni occasione e in ogni momento, fa spazio alla tua Anima e lascia che ti guidi nell’azione che tras-forma. […] Quando arriviamo ad applicare alle attività pratiche il Lavoro di Presenza, siamo condotti da un desiderio irresistibile del miracoloso. Come mettere in relazione il miracoloso e la Vita? Attraverso l’azione cosciente. Quando prendiamo in considerazione le azioni, non pensiamo mai che possano essere radicalmente differenti al loro interno, nella qualità. Pensiamo sempre allo scopo, al risultato, e mai all’azione in sé. E’ la qualità della forza che entra nell’azione a condizionarla, a renderla automatica o creativa. Più mi focalizzo sulla mia tras-forma-azione e più resto presente al mio scopo. Un miracolo di Fede.”

FLORILEGIO ERMETICO: ABBANDONARSI AL MAESTRO INTERIORE

Il Florilegio Ermetico è una nuova Rubrica dell’Angolo di Hermes, che trova la propria Ragion d’Essere nella necessità di condividere momenti di ispirazione, profonda introspezione e saggezza ricavati dalle opere pubblicate a partire dalle trascrizioni delle lezioni, degli incontri e dei carteggi che Hermes,  la Guida del Centro Altrove, sviluppa con gli allievi tutti.
Una buna ed ispirata lettura a tutti voi dunque,
e Grazie
 
“Per attraversare la vita protetti da ogni timore, ogni rischio ed ogni disgrazia, due cose sono necessarie, ed esse vanno sempre unite: la Grazia della Madre Divina e, da parte vostra, uno stato interiore fato di fede e sincerità.

Che la vostra fede sia pura, candida e perfetta. Una fede egoista dell’essere mentale e vitale, colorata dal desiderio per le meschine soddisfazioni della natura inferiore, è una fiama bassa e fumosa che non può innalzarsi diritta verso il Cielo.”

Hermes

Tratto da: Oltre il Tempo e lo Spazio, Lume IV, Dispensa di Lavoro del Gruppo Altrove

 
 

“Durante il corso della Vita, prima o poi ci capita di dover affrontare prove difficili. A volte ci sembra quasi di finire in un pozzo nero e oscuro, in una specie di limbo senza una apparente via d’uscita. Un luogo buio da cui dovremo da soli trovare il modo di uscire, così come dovremo trovare il modo d’uscire dalle paure e dal nostro egoismo che ci riconduce sempre nelle stesse dinamiche. Questi processi sono molto spesso esami che la Vita ci one e che ci mettono faccia a faccia  con la nostra parte oscura, rivelandoci il nostro Essere più segreto e profondo che ci fa sperimentare, tramite la nullificazione, la sofferenza, la solitudine, l’abbandono e la paura di morire, cosa significa davvero essere Vivi e Liberi.”

FLORILEGIO ERMETICO – RELAZIONE E RISPETTO

Il Florilegio Ermetico è una nuova Rubrica dell’Angolo di Hermes, che trova la propria Ragion d’Essere nella necessità di condividere momenti di ispirazione, profonda introspezione e saggezza ricavati dalle opere pubblicate a partire dalle trascrizioni delle lezioni, degli incontri e dei carteggi che Hermes,  la Guida del Centro Altrove, sviluppa con gli allievi tutti.
Una buna ed ispirata lettura a tutti voi dunque,
e Grazie
 

“Senza aver pacificato, rettificato e domato il turbinio compulsivo proprio della sensualità dell’essere vitale, non potrete mai avere una relazione autentica. Senza aver domato le vostre pulsioni, la vostra bramosia, senza aver trasformato il possesso, non potrete accedere ad una relazione basata sulla Libertà e sull’Autenticità. La relazione essenziale di coppia non è da intendersi solo come l’associazione terrestre di un uomo e donna allo scopo di formare una famiglia elettiva o innovativa. La coppia è in verità la rappresentazione microcosmica di una realtà macrocosmica. […] E’ la rappresentazione tangibile e visibile di un registro cosmico presente in diversi piani, manifesti e trascendenti dell’Essere Umano e della Realtà in cui costui esperisce la propria vita”.

FLORILEGIO ERMETICO – UNITÀ NEL PROFONDO

Il Florilegio Ermetico è una nuova Rubrica dell’Angolo di Hermes, che trova la propria Ragion d’Essere nella necessità di condividere momenti di ispirazione, profonda introspezione e saggezza ricavati dalle opere pubblicate a partire dalle trascrizioni delle lezioni, degli incontri e dei carteggi che Hermes,  la Guida del Centro Altrove, sviluppa con gli allievi tutti.
Una buna ed ispirata lettura a tutti voi dunque,
e Grazie
 

“Nel profondo voi siete Uno. Tutti i movimenti che andate a vivere sono diversi nella loro manifestazione perchè la Cosa Una diventa molteplice per fare esperienza, e allora troverete la apparente diversità di esperienza, ma in profondità il movimento che guida queste esperienze, è solo Uno. Il miracolo della Cosa Una viene sviluppato nel senso che l’Uno per adattamento diviene Molteplice. Ricordate: Esiste solo un Corpo, una Vita, una Mente e un’Anima.”

“Quanto di te conosci, tramite l’autosservazione, è quanto di te puoi governare”.

FLORILEGIO ERMETICO – OCEANI DI GIOIA

Il Florilegio Ermetico è una nuova Rubrica dell’Angolo di Hermes, che trova la propria Ragion d’Essere nella necessità di condividere momenti di ispirazione, profonda introspezione e saggezza ricavati dalle opere pubblicate a partire dalle trascrizioni delle lezioni, degli incontri e dei carteggi che Hermes,  la Guida del Centro Altrove, sviluppa con gli allievi tutti.
Una buna ed ispirata lettura a tutti voi dunque,
e Grazie

 

“È un Lavoro vostro aprirvi affinché la Conoscenza, la Luce e l’Amore riversino e irrorino la Sostanza del Corpo. Quanta poca Gioia c’è oggi nel Mondo! Questo è dovuto alla nostra chiusura, non di certo perché non ce ne sia. Ci sono oceani di Gioia, infiniti e vasti oceani d’Amore. Non lo possiamo vivere, chiusi come siamo, ristretti e pochi: bisogna destrutturarsi, aprirsi, concedersi, allargarsi, espandersi. […] Il Mondo va accettato com’è se si è abbastanza ampi e forti, tutto va preso dentro per essere poi trasformato e subliminato; transfigurato.”

Hermes, Tratto da “Orma dopo Orma – Voi siete Dei”, Dispensa di Lavoro del Gruppo Altrove
https://www.seialtrove.it/hermes-orma-dopo-orma/

COSXIENZA E CREAZIONE – 27 MAGGIO

Testo redatto dalla fedele trascrizione dell’incontro tenuto da Hermes con gli allievi del Centro Altrove.

27 maggio – Cosxienza e Creazione Amorevole

Guardate la legna che usiamo per riscaldarci. La tagliamo nel bosco, la sistemiamo, e la utilizziamo infine per bruciarla. La legna potrebbe essere usata anche per molti altri scopi, e di fatti la legna non si chiede per “cosa” viene utilizzata: potrebbero essere tanto scopi nobili quanto miserevoli. Lei di fatto si mette al nostro servizio.
Ogni cosa che ci viene donata dalla Natura e di cui noi ci serviamo si mette al nostro servizio, con disinteresse. Dunque se ci poniamo in armonia con la Natura, e ci prodighiamo per imitarla, significa che ci relazioniamo con qualcosa che già è divino, e connettendoci con essa ci ricolleghiamo ad un aspetto da cui, per ignoranza, ci eravamo staccati a causa dell’uso errato della mente, che viene comunemente utilizzata non come strumento ma come momento identificativo tra voi e il pensiero ordinario.

LE REGOLE 2/2 – 8 MARZO

Testo redatto dalla fedele trascrizione dell’incontro tenuto da Hermes con gli allievi del Centro Altrove

Lezione martedì 8 Marzo – Le Regole

(…Continua)
2° parte
La maestria è che impariate a trascendere le regole, contenerle con qualcosa di più ampio perché se vivete nei sentimenti “umani” non potrete mai sviluppare un Sentimento Superiore.
Se viviamo cristallizzati in queste regole andremo a sviluppare continue ripetizioni, ripetizioni di esperienze di papà e mamma, fratello o sorella, comunità e società. Il primo atto che si deve fare è accettare che queste regole sono un nostro limite, cercando per come possiamo di fare del nostro meglio per non sottostare ancora a queste leggi meccaniche che ci fanno ripetere costantemente “DO” – “RE” – “MI”, “DO” – “RE” – “MI” (mostra il simbolo dell’Archèrgon disegnato sulla parete), una cacofonia simile ad un disco rotto.

LE REGOLE 1/2 – 8 MARZO

Testo redatto dalla fedele trascrizione dell’incontro tenuto da Hermes con gli allievi del Centro Altrove

Lezione martedì 8 Marzo – Le Regole

1° parte
Prendete un pezzo di formaggio da stagionare. Vedrete che ci mette almeno quattro mesi prima di asciugarsi e cambiare massa costitutiva, questo per mutare la costituzione molecolare. Anche voi, sapete, per maturare e stagionare avete dei tempi. La stagionatura è portare la trasformazione sul corpo, se non si riesce a portare sul corpo lo sviluppo di questo Lavoro che facciamo non si fissa nulla del tutto poiché resta eterico,  rimane nel sottile, evanescente, e risulta un processo che di sicuro dona consapevolezza, ma nei fatti, nella vita concreta, resta vano.

RITORNO ED ENTROPIA – 4 MARZO

Testo redatto dalla fedele trascrizione dell’incontro tenuto da Hermes con gli allievi del Centro Altrove

4 marzo 2016 – Entropia e dissipazione

La forma di percezione con cui comunemente tutti voi conoscevate le cose, oramai non è più sufficiente. Non basta più. Questa forma di percezione si sviluppa attraverso la vostra identificazione con un “io” che conosce (il soggetto dell’atto cognitivo) e l’oggetto della conoscenza, che è all’esterno di esso. C’è separazione. Questo aspetto sviluppa solo una conoscenza mentale.

IL FARO – 12 FEBBRAIO

Testo redatto dalla fedele trascrizione dell’incontro tenuto da Hermes con gli allievi del Centro Altrove

Venerdi 12 febbraio – IL FARO

“Dov’eravate e dove siete ora?”

Questa è la domanda che vi potreste porre.
Potreste chiedervi se lo strumento che viene qui sviluppato e che vi viene donato come strumento possibile, sia efficace, se abbia portato a dei risultati. E quali risultati vi ha portato? Anche questa domanda può esservi utile.

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