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LA NEUTRALITÀ PERFETTA DELL’HERMES

Se studio un problema di geometria o percepisco una ragione riposta che armonizza due cose apparentemente contrarie, sono il senno penetrativo di Ermes.
Sono sempre io e sempre uno.
Ora una cosa sola è provata dalla esperienza: quando l’uomo è sano di corpo, senza appetiti, senza desideri, in pace con se stesso, in pace con i suoi simili e con le cose che lo circondano, è nella pienezza del suo potere giudicante. La neutralità dell’uomo di fronte allo spettacolo del mondo obiettivo lo avvicina alla verità immutabile delle immagini sensazionali che lo colpiscono, perché le appariscenze neutre delle cose del mondo sono concepite attive o negative secondo lo stato neutro, attivo o passivo dello spettatore.
Che cosa voglio intendere per neutralità? aiutatemi con la vostra penetrazione ermetica a spiegarmi: Le cose non soggette a mutare l’aspetto loro perché considerate senz’anima e senza passioni, sono costanti per natura loro (neutre) nell’apparenza che colpisce i nostri sensi. Se a questa immobilità ipotetica della loro struttura, l’uomo contrappone uno stato di concezione o percezione sensitiva senza desideri, cioè senza turbamento di quegli stessi sensi che devono dargli l’idea delle cose, le vede e le sente come sono, cioè il più neutralmente possibile, cioè il più vero che sia concesso a lui. Un chimico che attentamente analizza un corpo, con le regole e gli apparecchi propri alla sua bisogna, è uno spettatore neutro in cui l’ermete della sua mente trova facile la manifestazione dei suoi poteri adatti. Un matematico che studia e svolge una formula o un calcolo è neutro innanzi all’aspetto delle linee o dei caratteri che egli ha tracciati.
Appena la neutralità dell’osservatore è scossa, comincia uno stato di interesse o partecipazione al risultato voluto e qualunque manifestazione intellettiva sgorga maculata dal desiderio e falsa. Questo si osserva in migliaia di esempi nella terapeutica in medicina, quando il medico per le sue cognizioni ha già le sue idee fatte sul percorso della malattia.[…]

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Giuliano J. M. Kremmerz,
La Porta Ermetica, 1910

 

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