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LO SCOPO DELLO YOGA

Lo scopo del nostro Yoga è la perfezione di Sé e non lʹannullamento di Sé.
Esistono due sentieri che lo Yogin può percorrere, quello del ritiro dall’universo e quello della perfezione nell’universo; il primo è il risultato dell’ascetismo, il secondo si compie attraverso tapasya; il primo ci accoglie quando ci lasciamo sfuggire Dio nell’Esistenza, il secondo è compiuto quando perfezioniamo lʹesistenza in Dio. Che il nostro sia il cammino della perfezione e non della resa; che il nostro scopo sia la vittoria nel combattimento e non la fuga da ogni conflitto.

Buddha e Shankara ritennero il mondo fondamentalmente falso e miserabile, perciò la fuga dal mondo fu per loro lʹunica forma di saggezza. Ma questo mondo è Brahman; il mondo è Dio; il mondo è Satyam; il mondo è Ananda; è solo la nostra errata interpretazione del mondo, filtrata dall’egoismo mentale, ad essere una falsità e la nostra relazione sbagliata con Dio nel mondo ad essere fonte di sofferenza. Non esiste altra falsità, né altra fonte di dolore.

Dio ha creato il mondo in Se Stesso attraverso Maya, ma il significato Vedico di Maya non è illusione, bensì saggezza, conoscenza, potere, ampia estensione della coscienza.

Prajna prasrta purani
. La saggezza onnipotente creò il mondo; il mondo non è lʹerrore grossolano di un Sognatore Infinito; il Potere onnisciente vi si manifesta o cela con tutto Se Stesso e con tutta la Sua Gioia. Il mondo non è un peso imposto al Brahman libero e assoluto dalla Sua stessa ignoranza.
Se il mondo fosse lʹincubo che il Brahman ha imposto a se stesso, svegliarsi e porre fine allʹincubo sarebbe la meta unica e naturale del nostro sforzo supremo; se la vita nel mondo fosse irrevocabilmente votata al dolore, qualunque mezzo per sfuggire a questo vincolo sarebbe lʹunico segreto degno di essere svelato. Ma la verità perfetta nella vita del mondo è possibile, perché Dio vede ogni cosa con lʹocchio della verità; la gioia perfetta nel mondo è possibile perché Dio gioisce di ogni cosa nella più completa libertà.

Anche noi possiamo gioire di questa verità e di questa beatitudine, che i Veda chiamano amrtam, Immortalità, se immergendo la nostra esistenza egoica nella perfetta unità con il Suo essere acconsentiamo a ricevere la percezione divina e la divina libertà.

Continua…

Sri Aurobindo,
L’Ora di Dio (Sezione II: Sullo Yoga)

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