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…la nostra vita è in gran parte vissuta come una reazione ripetitiva e meccanica a stimoli esterni: quello che chiamiamo “io” e “me stesso” è un groviglio confuso di piccoli io in perenne conflitto fra loro. Non c’è individualità, non c’è unità, poiché di fatto l’uomo ordinario è un agglomerato di pensieri, una pluralità di convinzioni e credenze. Da questo assunto consapevole, emerge la necessità di interiorizzarsi sempre più per prendere coxienza che il mondo esteriore è sempre un riflesso dei nostri umori e dei nostri stati d’animo squisitamente interiori.
La Via della conoscenza di sé è data dallo sforzo Cosxiente di trascendere una vita costellata da sofferenze indotte dallo stato di ignoranza. Lo sforzo Cosxiente è vigilanza, Attenzione, Presenza. È l’abbandono delle proprie certezze, delle proprie opinioni, dell’affermazione meccanica di se stessi, della costante ricerca di riconoscimento, del desiderio di rassicurazione, del conforto intellettuale bramato dal senso di sé con le sue pretese di importanza e di onniscienza.
Lo sforzo cosxiente consiste innanzitutto nello smascherare i flussi delle emozioni negative (ansia, rabbia, sentimento di paura, autosvalutazione, autocommiserazione, vanità, amor proprio, ecc.), e nell’osservare i pensieri catturati dall’immaginazione compulsiva e illusoria (cioè il credersi ciò che non si è), che genera tutti i movimenti di repulsione e attaccamento che generano separazione, dolore e sofferenza”.
Tratto da “Metallurgia Metafisica“, pag. 145
Immagine in apertura tratta da frei-sein-und-leben.de