L’epoca tecnologica attuale non propone una dittatura in vecchio stile, ma un sistema di controllo totale e predittivo, il cui scopo reale sembra la standardizzazione dell’essere umano. Attraverso l’economia dell’accesso, l’identità digitale e la tokenizzazione dei comportamenti, l’uomo è quindi candidato a diventare un “utente” di un sistema che, tramite algoritmi, decide cosa può pensare, sentire, fare o dire… è la livellazione perfetta.
Ma perché si accetta tutto questo?
L’uomo moderno, a sua insaputa, ospita nella pancia un “asino emotivo”, una parte istintuale sensibile poco conosciuta e sempre alla compulsiva ricerca di sicurezza ed effimeri piaceri. È questa fame di potere, travisata per sicurezza e comodità, che lo rende un perfetto magnete per le catene che, in fin dei conti, comodamente indossa.
Per risvegliare l’asino servono “urti”, pressioni insopportabili ,che ti costringono a rompere la comoda prigione per non soffocare. L’urto e le pressioni esterni attuali, visti da questa prospettiva, forse non sono una catastrofe, ma la condizione necessaria per far emergere una nuova coscienza…
Di questo argomento [approfondibile qui] parliamo insieme agli ascoltatori di Radio Cooperativa che intervengono in diretta. Buon ascolto.
[In apertura: foto (copyleft) tratta da publicdomainpcitures.net]