In questi anni, attraverso le puntate de “Gli Altronauti“, abbiamo visto che l’io ordinario funziona come uno specchio passivo: assorbe le vibrazioni dell’ambiente, reagisce agli stimoli, risponde alle paure e si illude di pensare solo perché sta masticando del materiale che qualcun altro ha preparato per lui. A più riprese ci siamo chiesti chi è che pensa davvero attraverso di noi.
I pensieri che affollano la nostra testa sono farina del nostro sacco o siamo semplicemente dei ripetitori meccanici?
In molte occasioni abbiamo anche evocato il grande principio della Gnosi che, in tutte le tradizioni sapienziali, indica la conoscenza diretta, immediata, vissuta e sperimentata in prima persona. Un’esperienza in netto contrasto con le credenze di seconda mano, la spiritualità commerciale, i dogmi presi a scatola chiusa e le opinioni ricevute dal sistema di valori sociali.
Eppure, il mondo contemporaneo ci spinge costantemente a prendere posizione, a ridimensionarci, a indignarci, a reagire. Raramente però ci fermiamo a chiederci se le risposte che diamo alle nostre crisi e a quelle collettive non siano, in realtà, già preconfezionate da qualcun altro.
Bisogna spostare l’asse dalla rabbia, dalla paura e dall’indignazione passiva (che alimentano il sonno della cosxienza) alla responsabilità radicale dell’individuo. Questo è il nostro messaggio per un Risveglio concreto, non solo teorico.
Fonte: Il Risveglio della Cosxienza – Le catene invisibili della modernità, dal blog “La Via della Rosa“