
Nella nostra vita ci sono cose che possiamo padroneggiare, sulle quali abbiamo realmente potere decisionale e influenza, e altre che invece sono fuori dalla nostra sfera di competenza e di controllo. Possiamo padroneggiare la nostra alimentazione, il nostro stile di vita, il nostro lavoro, le nostre tendenze e, almeno in parte, anche i nostri stati d’animo e il nostro umore. Tutte queste sono cose che dipendono, o dovrebbero dipendere, da noi. Viceversa, esistono molte cose sulle quali non abbiamo una padronanza diretta e immediata: tecnologia, cultura, guerre, crisi globali, pandemie, criminalità, cambiamenti climatici, catastrofi naturali e così via.
Oggi la maggior parte delle persone spende enormi quantità di energia occupandosi, o peggio preoccupandosi, di tutto ciò che si trova fuori dalla propria sfera di competenza, trascurando completamente ciò che invece si trova al suo interno: le proprie emozioni, la propria mente, la propria Essenza, vivendo costantemente in balia di eventi esterni. Ed è esattamente così che oggi vive gran parte dell’umanità. Il modo migliore per attraversare questa transizione globale è lavorare per costruire una solidità interiore, coltivando lucidità, equilibrio, presenza mentale e, non per ultimo, la salute. Questa è una potente forma di autarchia: non restare imprigionati e ossessionati da ciò che accade nel mondo esterno, ma agire su ciò che è in nostro potere, alla nostra portata.
Una persona stanca, stressata, sedentaria, magari sovrappeso, dipendente dai farmaci e dagli schermi, scollegata dalla natura e incapace di stare bene con sé stessa sarà sempre fragile e manipolabile.
Al contrario, un individuo centrato, sano e consapevole avrà strumenti molto più efficaci per affrontare qualsiasi difficoltà o sfida che la Vita gli pone. Oggi molti vivono costantemente di corsa, dormono poco o male, mangiano peggio, passano giornate intere seduti, consumano cibi scadenti e contenuti social in maniera compulsiva e spesso non hanno nemmeno relazioni umane autentiche o profonde. Bisogna praticare lo spirito critico e il buon senso per mettere in priorità se stessi e fare ordine nella propria realtà interiore e intervenire sulla propria esperienza personale. L’Autarchia applicata, attraverso 9 Assiomi fondamentali, offre una pratica alla portata di tutti.
Il primo assioma è il giusto sonno.
Dormire non è un’attività secondaria. È il momento in cui il cervello si rigenera, il sistema nervoso si riequilibra e il corpo recupera energia. Dormire poco o male ci priva dell’energia primaria, aumenta lo stress, infiamma le regioni d’organo e genera una cronica difficoltà di concentrazione. Piccoli cambiamenti possono fare una differenza enorme: andare a dormire a orari regolari, cenare in modo leggero, dormire al massimo 6/7 ore, evitando schermi prima di addormentarsi e subito dopo il risveglio.
Il secondo è l’alimentazione.
Non serve diventare fanatici o vivere contando ogni caloria, ma sviluppare un rapporto più sano e consapevole con il cibo. Mangiare meglio significa avere più energia, pensare meglio e sentirsi meglio. Ridurre cibi di dubbia provenienza o ultraprocessati, zuccheri e bevande artificiali, scegliere acqua viva e disciplinare gli orari delle assunzioni dei pasti può cambiare radicalmente il benessere quotidiano. Spesso le soluzioni più efficaci sono anche le più semplici: bere più acqua, mangiare lentamente, privilegiare alimenti freschi, frutta, verdura e prodotti naturali e poco raffinati.
Il corpo umano è una macchina divina e straordinaria, e dunque va rispettata.
Il terzo è il movimento.
L’essere umano non è fatto per stare immobile tutto il giorno davanti a uno schermo. Eppure è ciò che oggi accade a milioni di persone. La sedentarietà è diventata una delle grandi piaghe moderne e porta con sé problemi fisici e mentali: mal di schiena, rigidità, problemi circolatori, stanchezza cronica, aumento di peso e peggioramento dell’umore. In realtà spesso basterebbe poco, se fatto con costanza: alzarsi più spesso, camminare, usare le scale, allenarsi almeno un po’ ogni giorno. Il corpo ha bisogno di movimento come i polmoni hanno bisogno di aria.
Il quarto sono le relazioni umane.
Il benessere di una persona è strettamente legato alla qualità delle sue relazioni. Parlare guardandosi negli occhi, essere sinceri, condividere tempo reale, ridere e soffrire insieme, ascoltare davvero qualcuno sono cose semplici ma fondamentali. Viviamo nell’epoca più connessa della storia e allo stesso tempo in una delle più solitarie. Recuperare umanità, empatia e senso di comunità è essenziale. Alla fine, se vogliamo essere lucidi, centrati e forti, dobbiamo prima di tutto lavorare su noi stessi e sulla nostra sfera di influenza e autodeterminazione.
Il quinto è il contatto con la natura.
Viviamo chiusi in uffici, automobili, centri commerciali e ambienti artificiali, ma il nostro sistema interiore trae beneficio dal sole, dal verde, dal mare, dai boschi e dal silenzio naturale. Camminare in un parco, ascoltare il rumore delle onde o semplicemente stare seduti sotto un albero senza telefono ha effetti profondi sul nostro equilibrio. Non bisogna sottovalutare il potere nutritivo delle forze di natura.
Il sesto è lo studio e la lettura.
Oggi siamo abituati a contenuti rapidissimi, frammentati e superficiali. Scorriamo titoli e pensiamo di informarci. Leggere un libro invece costringe la mente a rallentare, concentrarsi e approfondire. La lettura amplia la visione del mondo e amplia anche il pensiero. In un’epoca dominata dalla superficialità e dagli stimoli continui, leggere è quasi un atto rivoluzionario. Anche pochi minuti al giorno possono fare una differenza enorme.
Il settimo è l’Attenzione.
Oggi la nostra attenzione è continuamente frammentata. Notifiche, contenuti brevi, informazioni incessanti e stimoli continui hanno reso difficile restare presenti anche pochi minuti sulla stessa cosa. Eppure l’attenzione è una delle risorse più importanti che possediamo, perché dove va la nostra attenzione, lì va anche la nostra energia. Una mente dispersa fatica a comprendere, a ricordare, a scegliere con lucidità. Al contrario, una mente concentrata diventa più stabile, più chiara e meno manipolabile. Allenare l’attenzione significa imparare nuovamente a restare presenti in ciò che si sta pensando, sentendo e facendo.
Anche piccoli gesti quotidiani possono fare una grande differenza: leggere senza controllare continuamente il telefono, mangiare senza video o notifiche, dedicare del tempo a una sola attività per volta, imparare a stare nel silenzio senza cercare immediatamente uno stimolo. La concentrazione non è qualcosa con cui si nasce. È una capacità che si coltiva.
L’ottavo è l’autodeterminazione
Molte persone inconsapevolmente vivono seguendo percorsi decisi da altri: abitudini sociali, aspettative esterne, paure collettive o modelli imposti. Spesso si reagisce automaticamente agli eventi senza chiedersi davvero cosa si vuole essere. L’autodeterminazione è la capacità di scegliere consapevolmente la direzione della propria vita. Non significa controllare tutto, ma smettere di vivere soltanto per reazione. Ogni scelta quotidiana costruisce lentamente l’individuo che diventiamo: il modo in cui utilizziamo il nostro tempo, ciò che amiamo, sentiamo, ascoltiamo, leggiamo, le persone che frequentiamo, le abitudini che alimentiamo. Essere autodeterminati significa assumersi la responsabilità delle proprie decisioni e delle proprie azioni senza delegare continuamente all’esterno la propria quiete e il proprio equilibrio.
Anche qui il cambiamento nasce da cose semplici: imparare a dire qualche “no”, ridurre ciò che ci svuota, costruire routine sane, mantenere piccoli impegni presi con sé stessi e portare avanti ciò che si ritiene importante anche quando manca la motivazione. La libertà interiore nasce dalla disciplina quotidiana.
Il nono è il Lavoro su di sé
Molti cercano continuamente di cambiare gli altri e ciò che li circonda senza mai osservare sé stessi. Costoro non comprendono che è impossibile cambiare ciò che li circonda, ma è possibile solo cambiare se stessi. Finché non comprendiamo i nostri automatismi, le nostre paure, i nostri limiti e le nostre contraddizioni, continueremo a ripetere gli stessi schemi cercando di modificare o bonificare all’esterno i nostri stessi riflessi.
Lavorare su sé stessi non significa diventare perfetti. Significa diventare più presenti, più consapevoli.
Vuol dire imparare a osservare il proprio modo di pensare, di sentire, di reagire, riconoscendo ciò che ci indebolisce per risvegliare ciò che ci rende più lucidi, presenti ed equilibrati. Il Lavoro di autoconoscenza è l’unico strumento capace di risvegliare la Dignità ontica nell’umano, ed è una pratica interiore, silenziosa, graduale e continua.
Il Lavoro di autoconoscenza è spesso frainteso o, al meglio, è creduto un’esclusiva di pochi circoli iniziatici. Eppure, questo assioma stabilisce che il Lavoro può iniziare in modi semplici ma molto concreti: ritagliarsi momenti di riflessione lontano dal rumore della vita frenetica, scrivere i propri pensieri tenendo un diario, osservare le proprie abitudini e i propri automatismi, imparare a stare soli senza sentirsi vuoti, accettare i propri errori senza nasconderli o giustificarli, entrare nella propria vulnerabilità senza sentirsi morire.
Ogni giorno abbiamo la possibilità di conoscerci un po’ di più oppure continuare a distrarci credendo di essere già illuminati, liberi e consapevoli. Al fine, ogni forma che si possa dare al Lavoro essa convergerà nella capacità funzionale di costruire un Centro stabile dentro di noi.
Puoi cambiare solo te stesso, perché solo il cambiare te stesso è il Potere di trasformare ogni cosa.