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E TU CHE “STORIA” TI RACCONTI?

Gli Altronauti – puntata di venerdì 4 novembre 2022

Ognuno di noi, ogni giorno, racconta e si racconta una storia, ovvero la propria “storia” personale che lo aiuta a definire la propria identità e funge da filtro attraverso cui osservare e giudicare la realtà, e reagire agli eventi della vita.
Eppure, quante altre storie sono possibili, che la nostra visione non comprende, quante altre interpretazioni, di fronte alla Realtà, che di per sé è priva di storie, neutra come un mare calmo in cui compaiono qua e là piccole increspature.

LA NATURA DEGLI “OSTACOLI” E LE GIUSTIFICAZIONI DELLA PERSONALITÀ

Gli Altronauti – puntata di venerdì 28 ottobre 2022

In questa puntata descriviamo le due categorie di ostacoli che ritardano il processo di Risveglio, ovvero le “disposizioni che si oppongono alla correttezza della ricerca”, imputabili all’eredità immediata o educazione difettosa, e le “resistenze inerenti al carattere di ogni individuo”, comunemente chiamate “difetti”, che hanno radici nel nostro mondo subcosciente e non possono essere eliminate, bensì orientate positivamente.

La disamina dell’argomento è un’occasione per parlare del “principale ostacolo all’abolizione di tutti questi ostacoli”, come lo definisce Isha de Lubicz, ovvero la scusa: le giustificazioni che quotidianamente inventiamo per legittimare le debolezze del nostro comportamento.

GLI OSTACOLI LUNGO IL CAMMINO: LE ABITUDINI

Gli Altronauti – puntata di venerdì 21 ottobre 2022

In questa puntata parliamo delle abitudini, ovvero “le vecchie strade sulle quali le nostre cellule ataviche ci trascinano” secondo Isha de Lubicz: abitudini personali e abitudini acquisite dalla nostra stirpe, insieme a facoltà e credenze, che possono essere un ostacolo oppure uno strumento utile di crescita, in virtù del grado di Coscienza con cui li possiamo illuminare.

Il dialogo con gli ascoltatori e la lettura del testo di Isha de Lubicz ci permettono anche oggi di toccare i temi più Essenziali inerenti alla condizione umana e alla necessità, o meno, di un Lavoro su di sé.

GLI OSTACOLI LUNGO IL CAMMINO: LA SODDISFAZIONE (1/2)

Gli Altronauti – puntata di venerdì 9 settembre 2022

Felice il cuore insaziabile!
Colui che è soddisfatto delle cose mediocri non ha empito sufficiente per raggiungerne delle più grandi; colui che è appagato dalle apparenze del mondo terreno, non ha la capacità necessaria per assorbire i doni celesti”.

Provocatorie parole che provengono dall’esperienza di Isha Schwaller de Lubicz, messa nero su bianco nell’opera “L’Apertura del Cammino” (1957), con cui iniziamo un ciclo di puntate dedicate agli ostacoli che si presentano lungo la strada della Reale conoscenza di noi stessi. A partire dalla “soddisfazione”.

METALLURGIA METAFISICA: OSSERVARSI SENZA GIUDIZIO

Gli Altronauti – puntata di venerdì 5 agosto 2022

In questa puntata degli Altronauti parliamo dell’Autosservazione senza giudizio come pratica di autoconoscenza, per essere “presenti” nelle situazioni quotidiane e poterci conoscere per come siamo realmente, al di là di ogni possibile interpretazione o valutazione morale, proprio attraverso l’esperienza e l’eco che essa fa risuonare in noi.

LA VERITÀ… FA DAVVERO MALE?

Gli Altronauti: puntata di venerdì 29 Luglio 2022

… La Verità non può essere donata o trasferita, può essere solo sperimentata. La Verità va realizzata tramite la fattiva Esperienza. È un Atto d’Amore verso te stesso.

La Verità non solo non può essere concettualizzata o posseduta, Essa non può nemmeno venire perseguita. Infatti la Verità è sempre presente e manifesta, altrimenti non sarebbe Verità ma semplice descrizione mentale”…*

… in questa puntata parliamo dunque di “Verità”, di come possa farci soffrire, impaurire, gioire o meravigliare, delle varie sfaccettature che questa parola può assumere (Verità assoluta, Verità universale, verità particolare ed esperienziale), nonché dei gradi della verità secondo gli antichi Greci, soffermandoci anche sulla tendenza oggi molto diffusa a considerare “vero” ciò che ci è “utile”.

 

* Tratto da “Sintesi e Frammenti di Pensiero Vivente”, Vol. I, “Metallurgia Metafisica”, Sei Altrove Edizioni, pag. 62 – per info: vedi qui

 

Per ascoltare la puntata clicca PLAY (o il link sottostante):

ALCHIMIA: IL RICORDO DI SÉ E IL VALORE DELLO SFORZO

Gli Altronauti: puntata di venerdì 1° Luglio 2022

Ogni qualvolta mi dimentico di Me e sfocio in una visualizzazione negativa, vengo assorbito dal flusso della mente entrando nel vortice del tempo, e perdo in queste manifestazioni tutta l’energia guadagnata grazie ai momenti effettivi di “Ricordo” e “Presenza”.*

Proseguiamo il percorso intrapreso nella puntata precedente, dedicato all’Alchimia Inferior e all’Alchimia Superior, trattando soprattutto l’importanza dello “sforzo” in un Lavoro su di sé per uscire dall’incantesimo della meccanicità e dell’abitudinarietà, che mi trattengono in una condizione di… sonno.

IL CORAGGIO DI SUPERARSI – 2ª PARTE

Gli Altronauti: puntata di venerdì 1° aprile 2022

«Il Lavoro di Autoconoscenza non deve e non può essere un abbandono dell’esistenza, come praticato dagli asceti, ma la perfezione nell’universo attraverso l’esperienza diretta della Vita nella pratica spirituale, e non la fuga dalle difficoltà. È qui, nelle innumerevoli forme della vita, nei nostri corpi, che possiamo svelare la grandezza della Luce divina ed esprimere l’incessante potenza della creazione della Madre Divina».

Ne abbiamo parlato a “Gli Altronauti”, venerdì 1° aprile, intervallando il racconto delle nostre esperienze con le impressioni degli ascoltatori.

IL CORAGGIO DI SUPERARSI

Gli Altronauti: puntata di venerdì 25 marzo 2022

«Il Lavoro su di sé non mira all’uscita dal mondo o al raggiungimento di una meta lontana, come viene concepito il Paradiso o il Nirvana, ma punta al cambiamento dell’esistenza in maniera non incidentale ma consapevole, in modo da riportare nella quotidianità quegli stati dell’essere agognati da tanti aspiranti spirituali e religiosi inclini alle alte vette dello spirito con l’inevitabile fuga dal mondo. Spesso la distorsione umana ha ricercato la fine della sofferenza nella liberazione dalla vita, quando invece per stare bene al mondo è necessario realizzare la luce divina presente proprio nella vita, in quel vivere quotidiano che scandisce l’inesorabile battito dei cicli e dunque del tempo».

Ne abbiamo parlato a “Gli Altronauti”, venerdì 25 marzo, intervallando il racconto delle nostre esperienze con le impressioni degli ascoltatori.

TUTTA LA VITA È “YOGA” – PARTE 2

 

Continua dalla prima parte (QUI)

*

Fra i metodi dello yoga e le funzioni psicologiche abituali dell’uomo il rapporto è all’incirca il medesimo che intercorre fra la manipolazione scientifica delle forze naturali, quali l’elettricità o il vapore, e il loro funzionamento. I metodi si fondano su una conoscenza, verificata e confermata da esatte esperienze, da analisi pratiche e da risultati ripetuti. (…) Tuttavia l’utilità vera dello yoga e il suo ultimo fine non possono essere raggiunti che quando lo yoga, cosciente nell’uomo, incosciente nella Natura, coincide con la vita stessa, così che si possa ancora dire, in un senso perfetto e luminoso, guardando insieme il cammino e l’adempimento: “Tutta la vita è lo yoga”.

Ogni yoga è, per la sua natura, una nuova nascita; è una nascita fuori dalla vita ordinaria, dalla vita materiale mentalizzata, in una superiore coscienza spirituale, una più grande e più divina esistenza. Nessun metodo voga può iniziarsi e seguirsi con successo senza un possente risveglio alla necessità di un’esistenza più ampiamente spirituale. L’anima che senta l’appello verso questa grande e profonda palingenesi può giungere per varie vie al punto di partenza. Può avvenire che vi arrivi seguendo lo sviluppo naturale che la porta inconsciamente verso il risveglio, può pervenirvi attraverso una religione o una filosofia; può avvicinarvisi attraverso una graduale illuminazione o giungervi di slancio per un contatto o un’inattesa emozione; può essere indotta dalla pressione degli avvenimenti esterni o da una necessità interiore, da una sola parola che rompa i suggelli della mente, da lunghe riflessioni, dall’esempio lontano di qualcuno che ha già percorso il medesimo cammino o da un’influenza e contatto quotidiani. Per ognuno si modella, secondo la natura e le circostanze, una sua particolare chiamata.

COMPRENDERE LA POLARITÀ

Gli Altronauti: puntata di Venerdì 14 Gennaio 2022

Comprendere la Legge di Polarità significa semplicemente riconoscere il diritto di esistenza di tutte le cose.
Se l’uomo impara questa regola, ovvero che tutto ciò che esiste è verità in quanto esiste, troverà sempre più pace e tranquillità. Solo così ci si può liberare dalle abitudini, dalle strutture di superficie, dalle fissazioni, ovvero dalle idee fisse, dall’idea di dover combattere a tutti i costi “per” o “contro” qualcosa, tifare per o contro quello, sostenere tizio e andare contro caio.

Chi non è in grado di vivere in armonia con le cose reali accettando, per gradi, che tutto e tutti hanno il diritto di esistere, non potrà mai avviarsi sul sentiero del Risveglio e conoscere la propria Realtà interiore, il proprio Spazio Divino*…

I DUE TIPI DI DISCIPLINA

Gli Altronauti – puntata di venerdì 6 agosto 2021

«Ci sono due tipi di disciplina, uno idealizzato dalla falsa Personalità e l’altro custodito esclusivamente dall’Essenza. La prima conduce all’apparire e all’inevitabile sofferenza, la seconda alla crisi evolutiva come scelta di vita. Essere in grado di discernere tra questi due significa essere in grado di trarre beneficio dalla disciplina o di soffrirne.

La disciplina in virtù della falsa Personalità è un’imposizione, una richiesta fatta il cui beneficio è solo quello di alimentare un falso senso di autostima o al contrario un senso di colpa e disistima, alimentare il giudizio di come si è migliori o peggiori degli altri, di come sarebbe se avessi questo o quest’altro. Queste tendenze esteriorizzanti non aiutano alcun processo a beneficio dell’intuizione o della crescita, ma staticizzano la giustificazione dell’io nelle sue poliedriche e illusorie manifestazioni.

COSCIENZA INTERIORE E COSCIENZA ESTERIORE

*

Ci sono sempre due diverse coscienze nell’essere umano: una esteriore in cui di solito egli vive, l’altra interiore e nascosta di cui non sa nulla. Quando si pratica la sadhana, la coscienza interiore comincia ad aprirsi, si diventa capaci di interiorizzarsi e di avere interiormente ogni sorta di esperienze. A mano a mano che la sadhana progredisce, si comincia a vivere sempre più in quest’essere interiore, mentre quello esteriore diventa sempre più superficiale. All’inizio la coscienza interiore sembra essere il sogno e quella esteriore la realtà di veglia. In seguito, la coscienza interiore diventa la realtà e quella esteriore è sentita da molti come un sogno o un’illusione, oppure come qualcosa di superficiale e di esterno.

LA VIA DELLA SINCERITÀ

Gli Altronauti – puntata di venerdì 7 maggio 2021

«Quello che un uomo dice dovrebbe sempre passare in secondo piano rispetto a ciò che è e a ciò che fa. Nell’enfasi di quest’epoca priva dei valori essenziali e di reali punti di riferimento, sembra invece che conti solo ciò che uno dice e che, in fondo, spesso non fa…».

Essere sinceri e leali a se stessi è il vero metro di misura per chi si orienta in un cammino rivolto al Vero, soprattutto quando questa intima lealtà comporta la rinuncia a schemi, parvenze, maschere che nel tempo abbiamo imparato ad adottare per convenienza e per sopravvivenza sociale. Insieme alle esperienze del Gruppo Altrove, impressioni e opinioni degli ascoltatori arricchiscono la puntata di molti validi spunti di riflessione.

DISTACCO E DISCERNIMENTO

Gli Altronauti: puntata di venerdì 16 aprile 2021

In questa puntata parliamo della necessità di emanciparci dalle condizioni in cui siamo cresciuti e che ci hanno forgiato quando non ci permettono di progredire e armonizzare la nostra vita, nonché del nostro rapporto con i «maestri», quelli idealizzati e lontani e quelli concreti e umani; l’occasione si presta per una disamina di due parole, «distacco» e «discernimento», il cui significato può esserci di aiuto in questo processo evolutivo.

LO SCOPO DELLO YOGA

Lo scopo del nostro Yoga è la perfezione di Sé e non lʹannullamento di Sé.
Esistono due sentieri che lo Yogin può percorrere, quello del ritiro dall’universo e quello della perfezione nell’universo; il primo è il risultato dell’ascetismo, il secondo si compie attraverso tapasya; il primo ci accoglie quando ci lasciamo sfuggire Dio nell’Esistenza, il secondo è compiuto quando perfezioniamo lʹesistenza in Dio. Che il nostro sia il cammino della perfezione e non della resa; che il nostro scopo sia la vittoria nel combattimento e non la fuga da ogni conflitto.

Buddha e Shankara ritennero il mondo fondamentalmente falso e miserabile, perciò la fuga dal mondo fu per loro lʹunica forma di saggezza. Ma questo mondo è Brahman; il mondo è Dio; il mondo è Satyam; il mondo è Ananda; è solo la nostra errata interpretazione del mondo, filtrata dall’egoismo mentale, ad essere una falsità e la nostra relazione sbagliata con Dio nel mondo ad essere fonte di sofferenza. Non esiste altra falsità, né altra fonte di dolore.

L’OCCASIONE UMANA

«Agli uomini in costante yoga che Mi adorano senza pensare ad altro, apporto sicurezza e protezione».

Bhagavad Gita, IX, 22

Su questa terra e non fuori di essa dev’essere trovata la suprema Divinità; è qui che la natura divina dell’anima dev’essere sviluppata partendo dall’imperfetta natura fisica umana per scoprire, mediante l’unità col Divino, l’uomo, l’universo e l’intera verità dell’essere, per essere vissuta e farne una visibile meraviglia. In tal modo si completa il lungo ciclo del nostro divenire e si giunge allo scopo supremo.

LA VIA DELLA ROSA – SCACCO MATTO

Dopo Sulle Orme della Vita e Orma dopo Orma, abbiamo dato alle stampe il terzo libro esperienziale del gruppo Altrove: La Via della Rosa. Scacco Matto. Qui è condensata ed impressa su carta l’esperienza viva dell’ultimo Lavoro intensivo (Sadhana) svolto dal nostro gruppo di Lavoro con la guida di Hermes.

copertina_libro_nuovo_def (copia)

La raccolta di pagine che vi trovate in mano è paragonabile alle istruzioni di un gioco.
Solo, queste istruzioni possono apparire meno chiare ad un primo sguardo, tanto da non poterle chiamare tali.
Questi scritti sono una Guida, un eterico filo d’Arianna che conduce su un sentiero che qui ad Altrove è stato nominato Via della Rosa.
Il sentiero è sempre esistito, è sempre stato qui; ma le orme che lo percorrono si cancellano rapidamente agli occhi di chi è portato a cercarle fuori, piuttosto che dentro di sè.
È per questo che abbiamo bisogno di un filo, che è invisibile da guardare col pensiero ma è possibile toccarlo con l’esperienza. È per questo che è un Gioco.
In altri tempi, in altri luoghi è stato chiamato Vita. Ma qui nell’Altrove, nel momento prima di leggerle, queste pagine, è ancora un Gioco; orchestrato e partorito dalla Nostra, di Guida.
Questo libro sono le parole che hanno intrecciato il filo, hanno guidato ed intrecciato più esperienze, rendendo concreta quella guida tramite nodi e snodi reali: le nostre esperienze come Gruppo ad Altrove.
Diventa chiaro come il partecipare possa atterrire, come lo fa la paura di perdere; è qui che il Gioco armonicamente organizzato ci guida tutti inesorabilmente verso un anelato Scacco Matto.
Questo è il momento in cui un allievo – o il lettore – prende coscienza del fatto che il seguire il Sentiero ti porta in una posizione di rischio, di messa in discussione. Può apparire un pericolo, ma è una totale illusione, perché è sempre bene tenere a mente che la Via è quella della Rosa, e la Rosa ad Altrove è simbolo dell’Amore. Questo termine trascrive in lettere un significato: una forza, che è quella che crea il filo, tanto quanto quella che permette di risalire guidati da esso. È pura unione, attrazione, dedicazione e quindi Dono.
Per questo chi si appresta a percorrere la Via, attraversando il proprio Scacco Matto personale comprende presto che non è la paura a poterlo governare, ma un limite che porta in sè una possibilità straordinaria: il cambiamento, la trasformazione, l’Evoluzione.

Tratto dalla Prefazione

HERMES – ORMA DOPO ORMA


Dopo il  primo libro con gli scritti di Hermes
e le esperienze del gruppo di Lavoro di Altrove,
il cammino prosegue… Orma dopo Orma.

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Orma dopo Orma è il naturale seguito delle esperienze racchiuse nella nostra prima dispensa “Sulle Orme della Vita”. Poiché, indomiti, non ci fermiamo mai, Orma dopo orma, ci incamminiamo come gruppo di Lavoro ed Organismo verso l’Improbabile e l’Impossibile… per vie a volte impervie e a volte scoscese, arrampicandoci, rallentando il passo, accelerandolo, correndo, nuotando, volando, o strisciando per terra, a contatto con tutti gli elementi della Natura e con quante più possibili dinamiche interiori si manifestano anche all’esterno. Le orme che seguiamo sono le orme della vita, e come la vita danza con modi che non si possono conoscere in anticipo e che nessuno di noi ha in memoria, lo stesso vale per gli scritti che compongono quest’opera. Un’Opera che vuole essere Originaria: Archèrgon, come l’abbiamo chiamata ad Altrove, indicando con questo termine nuovo eppure archetipale la fusione tra il principio originario di tutte le cose, Arché per i greci, e l’opera, spesso faticosa, di risveglio di sè (come le fatiche di Ercole per intenderci), Èrgon. In una lingua come quella greca antica che è alla base della cultura europea mediterranea, di cui siamo volenti o nolenti figli, e che pertanto è impressa nel nostro DNA anche se il suo suono ci sembra tanto lontano.
Gli scritti che seguono e che compongono questo libro, il nostro Archèrgon impresso su carta, sono le esperienze che Hermes ogni fine settimana trascrive e si prodiga ad inviare agli allievi della nostra scuola dell’Essere. Una sintesi di quanto vissuto durante la settimana, che spesso racchiude anche un’anticipazione dei movimenti in cui la coscienza ci coinvolge nei tempi immediatamente successivi. Un epistolario che contiene soprattutto una visione diversa dal comune, dall’ordinario, dall’apparire, che grazie alla parola scritta cerca di trasmettere il grido di Altrove come Organismo e come Essere.
Ecco, questo è dunque quanto ci prodighiamo ad offrirvi: allinearci allo scorrere della Vita, arrenderci ad essa per accedere ad un’Esistenza autentica, lasciando da parte le illusioni che ci allontanano dalla Realtà. In una sola parola: LIBERTÀ.

…tratto dall’Introduzione

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Orma dopo Orma_copertina_fronte 

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* * LEGGI UN ESTRATTO DEL LIBRO * *


HERMES – ORMA DOPO ORMA

Dopo il  primo libro con gli scritti di Hermes
e le esperienze del gruppo di Lavoro di Altrove,

il cammino prosegue… Orma dopo Orma.

Orma dopo Orma_copertina_fronte


Orma dopo Orma
è il naturale seguito delle esperienze racchiuse nella nostra prima dispensa “Sulle Orme della Vita”. Poiché, indomiti, non ci fermiamo mai, Orma dopo orma, ci incamminiamo come gruppo di Lavoro ed Organismo verso l’Improbabile e l’Impossibile… per vie a volte impervie e a volte scoscese, arrampicandoci, rallentando il passo, accelerandolo, correndo, nuotando, volando, o strisciando per terra, a contatto con tutti gli elementi della Natura e con quante più possibili dinamiche interiori si manifestano anche all’esterno. Le orme che seguiamo sono le orme della vita, e come la vita danza con modi che non si possono conoscere in anticipo e che nessuno di noi ha in memoria, lo stesso vale per gli scritti che compongono quest’opera. Un’Opera che vuole essere Originaria: Archèrgon, come l’abbiamo chiamata ad Altrove, indicando con questo termine nuovo eppure archetipale la fusione tra il principio originario di tutte le cose, Arché per i greci, e l’opera, spesso faticosa, di risveglio di sè (come le fatiche di Ercole per intenderci), Èrgon. In una lingua come quella greca antica che è alla base della cultura europea mediterranea, di cui siamo volenti o nolenti figli, e che pertanto è impressa nel nostro DNA anche se il suo suono ci sembra tanto lontano.
Gli scritti che seguono e che compongono questo libro, il nostro Archèrgon impresso su carta, sono le esperienze che Hermes ogni fine settimana trascrive e si prodiga ad inviare agli allievi della nostra scuola dell’Essere. Una sintesi di quanto vissuto durante la settimana, che spesso racchiude anche un’anticipazione dei movimenti in cui la coscienza ci coinvolge nei tempi immediatamente successivi. Un epistolario che contiene soprattutto una visione diversa dal comune, dall’ordinario, dall’apparire, che grazie alla parola scritta cerca di trasmettere il grido di Altrove come Organismo e come Essere.
Ecco, questo è dunque quanto ci prodighiamo ad offrirvi: allinearci allo scorrere della Vita, arrenderci ad essa per accedere ad un’Esistenza autentica, lasciando da parte le illusioni che ci allontanano dalla Realtà. In una sola parola: LIBERTÀ.

…tratto dall’Introduzione

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CARO HERMES…

Dopo un po’ di tempo dall’ultima volta (ma esiste realmente, poi, il tempo?) torniamo ad aggiornare L’Angolo di Hermes proponendo alcune lettere elettroniche inviate dai membri di Altrove, frutto della condivisione dell’esperienza intensiva iniziata l’8 aprile scorso, che vede l’interazione costante tra di noi per sei giorni a settimana.


Caro Hermes,
la settimana che si è conclusa è stata molto pregna di esperienza fattiva e quindi di conoscenza di me e degli altri. Ho compreso, in parte, cosa voglia dire l’impegno della sadhana, della vita in comune all’interno, fuori dal mondo esterno e dal suo brusio di cui il rumore della mente è il corrispettivo. Ho percepito la differenza tra l’essere ad Altrove tutto il giorno e il dovermi recare al lavoro al mattino, ma anche la contentezza dell’aiuto divino nel poter svolgere il mio lavoro senza recarmi in ufficio. Ho percepito la durezza della terra, la durezza degli attrezzi, la durezza e la fatica di molti lavori… la durezza di me, così indurito perché finora ho chiuso anziché aprire, seppur nella convinzione, illusoria, di non aver mai chiuso porte o finestre.

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